Peggy

Peggy 9 iconica ed elegante nelle sue forme essenziali illimina con stile il Peggy Guggenheim Cafè di Venezia.

Venezia
Year: 2015
Interior designer: Hangar Design Group

Il Peggy Guggenheim Café, lo spazio caffetteria di Palazzo Venier dei Leoni a Venezia: un progetto di redesign di Hangar Design Group che si inserisce in un contesto museale unico come quello della casa di Peggy Guggenheim.
La storia di Palazzo Venier dei Leoni, straordinario edificio settecentesco incompiuto affacciato sul Canal Grande di Venezia, è inscindibilmente intrecciata con la storia dell’arte del Novecento. Dal 1948 al 1979 è stata la residenza della grande collezionista Peggy Guggenheim, dove ha accolto artisti, collezionisti e appassionati. Nel 1980, l’anno dopo la sua morte, per sua volontà il palazzo fu trasformato in uno dei più preziosi luoghi di cultura dedicati all’arte del Novecento.
“Operare in un contesto così stratificato richiede di entrare in punta di piedi in un’architettura ricca di riferimenti storici e artistici.” Per questo motivo il progetto di rinnovamento del caffè del museo è partito prima di tutto dall’esigenza di riordinare la grammatica museale che guida il visitatore attraverso la caffetteria.
Un presupposto progettuale che si è basato sullo studio di un approfondito benchmark e sulla necessità di far convivere la funzione retail con quella museale, in considerazione della particolare collocazione dello spazio all’interno dell’edificio.
Situato sul lato interno di Palazzo Venier dei Leoni, il Peggy Guggenheim Café si trova sulla veranda affacciata sul giardino interno, cuore verde dell’edificio, e di fronte all’ala museale dedicata alle mostre temporanee. Un passaggio obbligato, e perfettamente integrato in quella che rimane ancora l’ala più intima e raccolta, anche in termini di volumi, del museo.
La riorganizzazione dello spazio ruota attorno al duplice scopo di valorizzare da un lato l’accesso alle mostre temporanee, attraverso un layout più razionale e un portale dove alloggiare un poster digitale visibile anche all’esterno, e dall’altro di rendere più fluido lo spazio valorizzando l’adiacente caffetteria e libreria.
È stata così ridefinita una nuova zonizzazione in base alle diverse modalità di fruizione, dal pranzo veloce che può essere consumato sul lungo bancone affacciato sul giardino, al pranzo privato in uno spazio più appartato, fino alla sosta relax nel più intimo stanza interna. Il passaggio all’area espositiva è stato sottolineato da un grande portale bianco che si innesta nell’architettura settecentesca sottolineandone le proporzioni e scandendo lo spazio.
La scala cromatica composta dalle pareti bianche, dagli inserti marmorei in travertino e pietra d’Istria, o anche dagli arredi, è funzionale alla scelta di sfruttare la luce naturale come elemento di continuità con lo spazio aperto del giardino delle sculture, parte integrante del il percorso espositivo. Unica concessione al colore, il verde scuro degli infissi che introducono il tema vegetale dello spazio esterno.
Alle pareti, i grandi ritratti fotografici in bianco e nero di Peggy mostrano la grande collezionista all’interno della sua casa ricordando la sua eredità artistica e restituendo la sua inequivocabile immagine di protagonista del Novecento. Memoria identitaria e richiamo iconografico fortemente visibile anche dal giardino attraverso la veranda, l’immagine di Peggy invita il visitatore ad entrare e soffermarsi nelle sue stanze.
Un polarità cromatica e materica che Hangar Design Group ha interpretato quando ha disegnato la sospensione Peggy 9. Il progetto illuminotecnico concilia la leggerezza del vetro soffiato bianco lucido, lavorato interamente a mano, con il carattere più vivace del metallo lucido nero o dell’ottone anticato. Il connubio di grande effetto comunica razionalità e eleganza al tempo stesso.

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